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Giovedì 7 Settembre 2017 10:40

Festival di Venezia: migranti protagonisti dei "corti"   versione testuale
Venezia - Majid è un profugo siriano, ama il rap e Francesco Totti, ma soprattutto Papa Francesco. È questo simpatico 16enne arrivato in Italia in seguito alla visita del Pontefice nel campo rifugiati di Lesbo ad aprile del 2016 che portò con sé in Vaticano 20 rifugiati, il protagonista del cortometraggio "L’amore senza motivo" del regista Paolo Mancinelli, prodotto da Maiora Film. È uno dei 23 cortometraggi vincitori del concorso MigrArti del Mibact, che da ieri sino all’8 settembre porta all’interno della Mostra del Cinema di Venezia i temi dell’integrazione e della migrazione, girati da registi italiani con la collaborazione dei cittadini stranieri che vivono in Italia e di tante associazioni che se ne occupano. A partire dalla Comunità di Sant’Egidio che si è occupata
dell’arrivo di Majid e della sua famiglia in Italia, e le cui aule per i corsi di sostegno e per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri sono diventate il set del documentario.
Majid si appassiona da subito alla lingua e alla cultura italiana, tanto che, nella frequentazione dei rapper della capitale e insieme ai suoi nuovi amici (italiani, nuovi italiani e rifugiati), decide di scrivere la canzone "L’Amore senza motivo" per veicolare, in arabo e italiano, il suo messaggio di pace.
«Nel film si toccano tematiche cruciali: amore, integrazione, linguaggio e si porta avanti la bandiera della cittadinanza» aggiunge il regista che anticipa ad Avvenire, che il corto è un sunto del documentario di 52 minuti che uscirà in autunno. Il sogno è quello di portare Majid a Santa Marta per offrire al Papa la sua canzone per la pace insieme al premio Migrarti, scolpito col legno delle barche di Lampedusa. «È lo stesso premio, fortemente voluto dal ministro Franceschini, che daremo l’8 settembre ai vincitori del concorso – spiega l’ideatore e coordinatore di Migrarti Paolo Masini – Questi corti sono lo spaccato di un’Italia che esiste, ma di cui la legge non si accorge. Per questo
nel bando di questa edizione abbiamo puntato molto sui cosiddetti G-2, gli italiani di seconda generazione che vivono una condizione anomala». A raccontare questa realtà anche altri documentari che andranno in onda su Raiuno, e dall’8 settembre saranno visibili sul sito di Raicinema. (Angela Calvini – Avvenire)
 
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